“ISOLAMENTO” IL PIÙ NOTO DEGLI SCONOSCIUTI

 

Nicola Vallefuoco, Ingegnere.

 

Mi piace iniziare questo articolo con una definizione, “isolamento”: tecnica mediante la quale si può ostacolare in modo più o meno completo il passaggio di energia” (fonte: Treccani). Semplice, no? Beh, il termine spesso incute un certo timore ma più spesso ancora viene usato senza conoscerne il vero significato. 

Tutti noi, ogni giorno, compiamo dei gesti che coinvolgono il concetto di isolare, facciamo qualche esempio:

  • in inverno chiudiamo le finestre per non far uscire il calore dalle nostre abitazioni o semplicemente per non sentire i rumori esterni
  • sempre in inverno aumentiamo gli indumenti per proteggerci dal freddo
  • riponiamo gli alimenti non consumati in vaschette di alluminio
  • ci assicuriamo che gli sportelli del frigo o del congelatore siano ben chiusi
  • evitiamo di lasciare oggetti e cibi esposti ai raggi diretti del sole
  • quando vogliamo ascoltare della musica ci chiudiamo in una stanza o mettiamo delle cuffie

Ecco, questi semplici gesti, compiuti senza alcuna nozione di fisica tecnica, ci fanno capire come l’isolamento faccia parte del nostro vivere quotidiano. Da professionista, il mio primo approccio con questo mondo è stato quello di capirne il meccanismo e “ridurlo ai minimi termini” in modo da renderlo comprensibile anche a chi non ha svolto studi tecnici.

Il mondo dell’isolamento è molto vasto e coinvolge molti settori, ma in questo articolo voglio parlarvi dell’isolamento termico. Il vocabolo “termico” ci ricollega immediatamente al concetto di temperatura ed è esattamente l’approccio giusto; partiamo e finiamo con un semplice concetto, il caldo si muove verso il freddo. In inverno è il caldo ad uscire attraverso le finestre, quando apriamo lo sportello del nostro frigorifero è il caldo della nostra cucina che entra e ne fa alzare la temperatura interna.

Non voglio annoiare chi legge questo articolo con leggi, normative e nozioni perché non è il mio intento ma vorrei darvi qualche spunto di riflessione e, per chi vorrà, potremo approfondire ogni aspetto.

Tutti in inverno accendiamo il riscaldamento nelle nostre auto sia perché avvertiamo il freddo sia perché si forma la condensa sul parabrezza; ecco la condensa è la manifestazione del passaggio del calore, che noi generiamo, verso il freddo esterno. Il climatizzatore della nostra auto non fa altro che aumentare la temperatura interna e togliere umidità dal nostro abitacolo. Di fatto l’umidità che noi creiamo con il nostro corpo non è altro che vapore acqueo, caldo che va verso il parabrezza freddo, e condensa.

Un po’ come quando tiriamo fuori una bottiglia dal frigorifero e dopo poco vediamo le goccioline di acqua sulla superficie esterna. Questo fenomeno tanto comune e semplice purtroppo non avviene solo sul parabrezza delle nostre auto o sulle bottiglie d’acqua ma anche nei muri delle nostre case!

Chi di voi osserva in inverno che sui muri, soprattutto negli angoli, si formano delle macchioline di bagnato che poi diventano muffa? Bene siete in presenza di quella che si chiama “dispersione termica”, ossia i nostri muri fanno perdere calore alle nostre case. Questo fenomeno avviene quando i muri non sono isolati o lo sono poco; di fatto il muro si sta comportando proprio come il parabrezza della nostra macchina.

Cosa fare in questi casi? E’ un problema risolvibile? Quelle muffe fanno male? Andiamo con ordine e cerchiamo di rispondere a tutte queste domande. Iniziamo col dire che le muffe sono batteri e pertanto non fa bene vivere in ambienti con tale presenza, soprattutto se ci sono neonati o bambini; l’esposizione prolungata a tali batteri è una delle prime cause dell’insorgenza di asma e allergie. La prima cosa da fare è detta sanificazione, l’eliminazione di questi microrganismi con prodotti specifici che oggi potete trovare in ogni ferramenta. Questo però ha risolto, per breve tempo, l’effetto “della malattia” ma non la causa perché il muro è ancora nelle medesime condizioni di isolamento, o meglio di non isolamento.

Il problema è risolvibile andando ad isolare queste superfici e quindi ad ostacolare il passaggio di calore; vediamo come è possibile isolare. Partiamo con un concetto: non esistono prodotti magici, diffidate quando vogliono vendervi pitture “termiche” perché sono semplicemente prodotti che non fanno manifestare più il problema ma, come sopra, non ne risolvono la causa.

Gli interventi che consentono una soluzione, parziale o totale, del problema possono essere di due tipologie: interne o esterne all’abitazione. Queste ultime sono le più efficaci e in pratica si tratta di posizionare sulla facciata dei pannelli in materiale isolante che verranno poi rivestiti o tinteggiati; i pannelli isolanti sono di varia natura, da quelli sintetici (polistirolo, poliuretano…) a quelli naturali (lana di roccia, sughero, lana di legno…). Ovviamente questo tipo di intervento non è sempre fattibile soprattutto se si vive in un condominio.

Lo stesso tipo di intervento potrà però essere fatto internamente, certo perderemo un po’ di spazio ma, come ho detto in precedenza, purtroppo i prodotti magici non esistono.

Questa tipologia di intervento, sia essa esterna o interna, è chiamata “cappotto termico” perché ha la stessa funzione dell’utilizzo dei normali cappotti in inverno, ossia proteggerci dal freddo; in realtà i nostri edifici sono più fortunati di noi perché il loro cappotto, quello termico, protegge anche dal caldo. Chiudo consigliando a tutti coloro i quali volessero utilizzare una tecnologia di questo tipo di rivolgersi a tecnici competenti che facciano un’analisi preliminare del problema per individuare la soluzione ideale.

 

 

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