Finestra del mondo su Firenze : Pitti Uomo 94

 

Valentina Cervo fashion designer e direttrice di Istituto Professione Moda 

 

Venerdì scorso si è concluso tra nuovi trend e party il Pitti Uomo 94.Una delle più importanti fiere di moda che richiama visitatori e “fashion lovers” da tutto il mondo 

Ogni sei mesi per 4 giorni Firenze diventa la capitale dello stile grazie a Pitti Uomo, la più grande manifestazione fieristica al mondo riservata all’abbigliamento maschile, e non solo, che richiama in città il popolo della moda per scoprire le collezioni che saranno in vendita dall’anno successivo. 

Il grande successo mondiale di Pitti Uomo ha però inizio negli anni ’50, più precisamente il 12 febbraio 1951, quando Giovanni Battista Giorgini organizza nella sua Villa Torrigiani il First Italian High Fashion Show riunendo i più grandi stilisti italiani dell’epoca al cospetto di giornaliste e compratori americani giunti appositamente da Parigi dopo le sfilate d’alta moda.

Lo stile fresco e totalmente indipendente dalle tendenze francesi, decretarono l’importanza di questo piccolo evento che fu spostato nel luogo di rappresentanza ideale della città, la famosa Sala Bianca di Palazzo Pitti.

Data la sempre più crescente richiesta di partecipazioni alle sfilate il solo Palazzo Pitti diventa insufficiente ad ospitare i clienti, così viene deciso di presentare le collezioni anche nella sede di Palazzo Strozzi dove vengono allestiti dei mini show-room appositamente arredati in collaborazione con artigiani e antiquari fiorentini per mettere in mostra le eccellenze della città di Firenze mentre gli stilisti concludono i loro affari.

Dalla metà degli anni ’60 i mutamenti di costume e tendenza influenzano inevitabilmente la mappa della moda italiana: le maison di alta moda si trasferiscono a Roma organizzando le sfilate nei propri atelier.

Milano inizia ad affermarsi come città di riferimento per il Prêt-a-porter di impronta industriale con stilisti emergenti come Krizia, Missoni e Albini; mentre Firenze viene riservata alle manifestazioni fieristiche delle produzioni artigianali di maglieria e “moda pronta da indossare” con una particolare attenzione al mondo maschile grazie alla nascita ufficiale di Pitti Uomo nel febbraio 1972..

Gli anni ’70 in generale comunque rappresentano un momento cardinale per lo sviluppo produttivo di Firenze grazie all’avvento di altre importanti manifestazioni fieristiche come: Pitti Bimbo (1975), dedicata alle collezioni di abbigliamento per bambini; Pitti Filati (1977), punto di riferimento per i produttori di maglieria e per gli stilisti; Pitti Casual (1978), la rassegna di abbigliamento casual, jeans e tempo libero ed infine Pitti Casa (1978), focalizzata sulla biancheria per la casa più raffinata..

Gli anni 80 non saranno da meno in quanto a cambiamenti: la Fortezza da Basso diventa la sede ufficiale per le fiere, e dopo 30 anni di gloriosa carriera nel 1982 viene chiusa la Sala Bianca, mettendo fine ad un’epoca d’oro della storia di Pitti Uomo, ma aprendo la città al mondo con un’offerta sempre maggiore..I saloni infatti vengono completamente riorganizzati dalla nuova società Pitti Immagine, che coinvolge in prima persona i migliori imprenditori del sistema moda italiano, puntando da subito sull’eccellenza dei servizi, l’internazionalizzazione della manifestazione, una comunicazione all’ avanguardia e soprattutto gli eventi che trasformano Firenze nella capitale della cultura della moda..

Di anno in anno si succedono mostre ed eventi disseminati nelle location più suggestive della città, dagli appartamenti segreti e le Sale da ballo di Palazzo Pitti, ai parchi privati delle ville sulle colline fiorentine o nei palazzi nobiliari.

Nei libri d’arte contemporanea in molti ricordano ancora la performance VB53 di Vanessa Beecroft del 2004 in cui modelle nude stavano in posa su un cumulo di terra all’interno del Tepidarium del Roster al Giardino dell’Orticultura.

Tra le innumerevoli sfilate che hanno fatto la storia di PittiUomo si annoverano nomi importanti come Roberto Cavalli, che nel 2006 fece trionfare sul Ponte Vecchio la Venere nera Naomi Campbell in un vestito verde smeraldo.

Ma anche il maestro del nuovo stile inglese Thom Browne, che incantò il pubblico grazie ad una performance nel 2009 all’interno dell’Aula Magna dell’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche con i modelli seduti in postazioni da ufficio.

E poi ancora: il marchio di moda maschile Corneliani, che nel 2010 ha trasformato gli ambienti della Stazione Leopolda in una foresta di olmi e Ermanno Scervino, che a gennaio 2013 ha fatto sfilare le modelle più note del fashion system all’interno del Salone dei Cinquecento sotto gli affreschi del Vasari illuminati con video proiezioni che enfatizzavano le scene di battaglia.

Inutile dire che questi sono solo alcuni dei più importanti eventi che hanno segnato la storia di Pitti Uomo negli ultimi decenni e ai quali si aggiungono tutte le nuove manifestazioni fieristiche organizzate da Pitti Immagine nate negli anni 2000, da Taste(2006), dedicata al mondo dell’alta enogastronomia; al salone della profumeria artistica Fragranze (2004); da Pitti W (2008), per le pre-collezioni donna; fino alla fiera del vintage più importante d’Europa, la Vintage Selection (2003).

Pitti Uomo quindi non solo come promozione del migliore Made in Italy in tutte le sue forme, ma anche e soprattutto una finestra del mondo su Firenze.

 

 

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