Intervista a Lorenzo Leone – fotografo per passione – con il dilemma se farne una professione…

Sabato 2 marzo da ArtGarage – Viale Bognar 21/Pozzuoli, adiacente alla stazione della metropolitana – si è inaugurata la mostra fotografica VIAGGIO A TECLA E MORIANA di Lorenzo Leone. L’esposizione, che rientra nel progetto ArtinGarage curato da Gianni Biccari, durerà fino a venerdì 16 marzo; la si potrà visitare dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 22 e il sabato dalle 10 alle 20, la domenica è chiusa.

Invitati all’apertura dell’evento, abbiamo colto l’occasione per rivolgere alcune domande all’artista.

Lorenzo alla fotografia ti sei avvicinato da giovane o in età matura, ma soprattutto per passione o per altri motivi?

Assolutamente per passione. Da ragazzo, quando uscivamo con gli amici, portavo sempre con me una macchinetta con cui mi divertivo a immortalare momenti di goliardia, ma non solo. Successivamente, all’epoca dell’università, da autodidatta ho iniziato a studiare la fotografia.

Che studi hai fatto?

Nulla a che vedere con la fotografia, sono un commercialista. All’epoca dell’università, tramite internet, frequentando siti e forum specifici, ho iniziato ad approfondire l’argomento fotografico cui è seguita una lunga fase di pausa. Alla fotografia mi sono riavvicinato quattro anni fa iscrivendomi a un corso base per imparare i rudimenti, seppure già li conoscessi. In quel caso ho avuto la fortuna di avere come maestro Mario Ferrara grazie al quale ho imparato nuove tecniche, compreso molti aspetti dell’arte fotografica finora allora a me ignoti e ho conosciuto e studiato tanti fotografi dai quali ho cercato di trarre il meglio per crescere. Da allora non mi sono più negato il piacere di fotografare.

La mostra si intitola DA TECLA A MORIANA, chiaro riferimento alle “Città invisibili” di Calvino. Non a caso nelle foto esposte i soggetti ritratti sono case e edifici in ricostruzione o in abbandono. Questa scelta specifica è nata per caso o è voluta?

Prima di tutto questi soggetti mi attirano e poi stavo lavorando a un progetto, “Under Construction” con la foto di Edenlandia in ristrutturazione come foto di copertina, dove immaginavo quale futuro avessero ogni casa o edificio in fase di restauro o in attesa di essere recuperati. A mio parere essi rappresentano un bivio immaginario che induce a fantasticare su come fossero prima del decadimento e come saranno dopo la ristrutturazione. Mi piace leggerla così…

Credi che esiste un’identificazione inconscia tra la tua interiorità e la scelta dei soggetti che ritrai?

Assolutamente sì, in loro riconosco il mio essere in divenire!

Questa è la tua prima mostra o ne hai già fatte altre?

Questa è la mia prima “personale”.

Progetti per il futuro?

Dal punto di vista generale voglio portare avanti questo discorso. Entrando nello specifico, a breve ci sarà il congresso nazionale FIAF “ANIMA CAMPANIA” cui parteciperò con una serie di scatti. Al momento ho in corso di esposizione a Milano una serie di foto relative alla ex S.S.162 che passa sul Centro Direzionale relative al rapporto tra il viadotto e le case sottostanti, progetto che già ho presentato a Trieste.

Come riesci a districarti tra lavoro e passione?

Fare il commercialista mi consente di disporre delle risorse economiche indispensabili per investire in macchinari e quant’altro sia necessario per portare avanti al meglio questa passione.

Speri di riuscire a vivere un giorno solo di fotografia?

Spesso mi faccio questa domanda e non so darmi una risposta.

Perché?

Mi chiedo: se riuscissi a fare della mia passione un lavoro, sarà uguale come ora? La fotografia resterà sempre un piacere? Oppure, trasformando il piacere in dovere, corro poi il rischio di dovermi cercare un nuovo diversivo per ritemprarmi dalla realtà?…

Bella domanda!

 

Vincenzo Giarritiello

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