Il Poeta e la Bambina, un racconto di Clara Cecchi

“C’era una volta un Poeta.” La Bambina, distesa sul letto immobile nella stanza semibuia, l’aria assente, parve riscuotersi e aprì un occhio, incuriosita suo malgrado.

“C’era una volta un Poeta che aveva perduto l’ispirazione.” La Bambina questa volta aprì entrambi gli occhi e si sollevò sui gomiti, in direzione della Voce.

“C’era una volta un vecchio Poeta che aveva perduto l’ispirazione e da tanto tempo aspettava la sua Musa.” La Bambina accennò a fior di labbra un vago sorriso e lentamente si mise seduta, disposta ad ascoltare.

Era un fatto più unico che raro quello che stava accadendo nella camera al primo piano della grande casa bianca, battuta da un sole accecante che nemmeno gli alberi secolari del parco riuscivano a mitigare. Solo la frescura delle vecchie mura riusciva a dare un minimo di sollievo alla calura di quell’estate torrida.

Da quando era sopravvissuta, mesi prima, all’incidente che aveva tolto la vita al fratello maggiore, la Bambina non era stata più capace di alzarsi dal letto, mangiare, parlare…sembrava che insieme a quella del fratello se ne fosse andata anche la sua, di vita, lasciandola una specie di bambola inanimata. I genitori avevano provato di tutto, il denaro non mancava. Avevano consultato medici specializzati e non, luminari e ciarlatani, sedicenti maghi e religiosi, guaritori e perfino saltimbanchi per cercare di rallegrarla e ridestare il suo interesse alla vita…ma non c’era stato niente da fare: nulla sembrava poter lenire il dolore della sua anima.

Finché un medico più perspicace degli altri aveva consigliato loro un’insolita terapia per non lasciarla andare: tenere desta la sua attenzione raccontandole continuamente storie, tante storie di ogni genere. Non importava se lei apparentemente non avesse dimostrato interesse, per nessun motivo avrebbero mai dovuto smettere di raccontare, perché le storie restavano l’unico e l’ultimo filo sottile che ancora la teneva legata a questo mondo.

Così i genitori, per non lasciare niente d’intentato, avevano dato disposizione che giorno e notte si alternassero nella camera della Bambina i narratori e i cantastorie più abili, le menti più fantasiose, gli affabulatori più potenti, le voci più suadenti del paese…ma senza risultati, purtroppo. Lei rimaneva stesa sul letto, apatica e tenacemente indifferente alla vita. Fino a quel momento.

“C’era una volta un vecchio Poeta che aveva perduto l’ispirazione e da tanto tempo aspettava la sua Musa perché non riusciva a finire la sua storia. Era un bravo poeta e con lei aveva sempre creato opere bellissime, per questo non si dava pace per averla lasciata andare e sperava che il Destino prima o poi l’avrebbe messa di nuovo sulla sua strada …” la Voce, con calma, continuava lentamente a tessere la sua trama… la Bambina, affascinata, quasi senza accorgersene parlò.

“Perché?” la domanda risuonò forte e chiara nella stanza semibuia.

“Perché l’aveva lasciata andare? Non si sa…forse credeva di non avere più bisogno di lei, o magari era convinto di avere trovata una fonte d’ispirazione migliore, chissà…tu che cosa pensi?” la Voce sembrava interessata.

“Io credo che il Poeta avesse paura ” sentenziò decisa la Bambina.

“E’ una teoria interessante. E paura di che?” la Voce aspettava.

“Di non riuscire a poter scrivere senza di lei. Perciò l’ha allontanata, ma poi s’è pentito di averla perduta e da allora continua ancora ad aspettarla.”

“Dunque è così…”mormorò fra sé e sé la Voce.

“Continua…” disse la Bambina, sistemandosi meglio sui cuscini.

“Quando il Poeta si accorse che senza la sua Musa non riusciva più a trovare nessuna ispirazione si decise a ricercarla, ma lei era irraggiungibile, sembrava scomparsa. La cercò ovunque per anni e anni, chiese di lei a chiunque incontrasse, viaggiò per monti e per valli e giunse fino al mare che lei amava tanto, affittò una barca e lo solcò in lungo e in largo convinto che l’avrebbe ritrovata nascosta in qualche isoletta sconosciuta, ispirando ai pescatori storie di fantastiche avventure marine…ma nemmeno lì ottenne il risultato sperato e alla fine non gli restò altro che tornare a casa, vecchio e solo.” la Voce sembrava rattristata.

“Perché era arrabbiata!”esclamò la Bambina con sicurezza “Era così arrabbiata che non voleva più farsi trovare…Il Poeta l’aveva rifiutata e abbandonata, ora doveva arrangiarsi da solo!”

“Giusto, hai ragione…” annuì la Voce. La storia continuava a dipanarsi lentamente, le parole di entrambi s’intersecavano le une con le altre come le maglie di una tela che usciva dal telaio perfettamente tessuta.” …ci provò tante e tante volte, ma da solo non ci riusciva, l’ispirazione era morta, carta e penna ormai inutili. Eppure sapeva di essere bravo. Però mancava lei…e dopo averla cercata invano non poteva far altro che aspettare. Vedi, lui aveva una sua teoria: se il Destino aveva voluto che lei fosse la sua Musa era inevitabile che un giorno, anche lontano, l’avrebbe ritrovata. Perciò si rassegnò ad aspettare e nel frattempo leggeva. Un’infinità di libri, romanzi, storie e racconti nella speranza di riconoscerla e riportarla a sé. Insomma cercava di dare una mano al Destino…pensava che se vuoi qualcosa fortemente, prima o poi arriverà.”

“E la Musa tornò?… ” chiese la Bambina, col tono di chi conosceva già la risposta.

“No “ora la Voce era davvero triste” purtroppo non tornò. Non ancora. Anche se il vecchio Poeta non ha mai smesso di aspettare.”

La Bambina allora si alzò lentamente dal letto, aprì la tenda della finestra e si avvicinò alla Voce: la luce del giorno inondò la stanza. Lei guardò a lungo negli occhi il vecchio e sorrise:

“Ha viaggiato dovunque, l’ha cercata in ogni luogo, perfino nei libri… l’ha aspettata per tanto tempo…solo una cosa non ha fatto: cercarla dentro di sé. Chiamala dentro di te con parole sincere e la riconoscerai, Poeta…usa la voce del tuo cuore e vedrai che la tua Musa ti ascolterà.”

Anche il vecchio Poeta sorrise, sfiorandole appena i capelli con la mano rugosa.

Si alzò in piedi, leggermente curvo.” Cercalo dentro di te,” ripeté” usa la voce del tuo cuore e vedrai che anche tuo fratello rimarrà sempre con te. ”

Aprì la porta e uscì fuori dalla camera alla luce del sole, seguito dalla bambina.

“C’era una volta un vecchio Poeta che, dopo tanto tempo, finalmente aveva ritrovato la sua Musa e aveva concluso la sua storia.”

Clara Cecchi

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