ANTONIO IOVINO SI RACCONTA: “IL GRUCCIONE”, UNA STORIA LUNGA OLTRE 100 ANNI

Per quanti amano gli agriturismi segnaliamo IL GRUCCIONE, sito a Pozzuoli in Via San Gennaro 63; tel. 0815206719. Posizionato sulla sommità della collina delimitante la strada che da Napoli si inerpica all’Accademia Aereonautica di Pozzuoli per poi declinare a capofitto verso il capoluogo flegreo, Il Gruccione si affaccia, all’esterno, sul mare, offrendo un panorama da sogno e, all’interno, sul cratere di Agnano.

Oltre a gustare i piatti tipici della tradizione flegrea e Puteolana cucinati con prodotti autoctoni, i clienti hanno l’opportunità di assaggiare l’ottimo vino delle Cantine Antonio Iovino, acquistabile presso il punto vendita aziendale unitamente a tutta una serie di prodotti agricoli di rigorosa produzione locale. Per conoscere il segreto del successo di questa realtà economica flegrea, abbiamo intervistato il proprietario Antonio Iovino.

 

Come nasce IL GRUCCIONE?

Nasce dopo un lungo percorso di lavoro familiare protrattosi per oltre un secolo. La mia famiglia produce vino dal 1892. Prima mio nonno e poi mio padre producevano il cosiddetto “vino del contadino”: producevamo uve di Piedirosso e Falanghina che successivamente imbottigliavamo completando la filiera vinicola. Nel 2003 il sottoscritto ha imbottigliato la prima bottiglia di vino DOC Antonio Iovino. Ho il marchio DOC dei Campi flegrei e rientro nel disciplinare del DOC dei Campi Flegrei, per cui il marchio è registrato. Abbiamo iniziato prima con l’attività vitivinicola, poi si è affiancata quella agricola con la semina di prodotti di stagione. Da qui è nata l’idea di affrontare la sfida legata all’agriturismo, cucinando i nostri prodotti e abbinandoli alle pietanze del nostro menù.

Le vostre ricette sono tipiche dei Campi Flegrei o “toccate” anche altre realtà culinarie?

Per quanto ci riguarda siamo legatissimi al territorio flegreo, quindi ci preoccupiamo di attenerci scrupolosamente alla tradizione flegrea. Nello stesso tempo abbiamo dato vita a una cucina rivisitata, che di base si attiene a quella del territorio, adattandola a modo nostro. Ad esempio, quando è il periodo dei mandarini, ci siamo inventati uno spaghetto con mandarini e alici del golfo di Pozzuoli che è una bontà, glielo assicuro!

Pozzuoli e i campi flegrei richiamano al mare: la vostra cucina tratta solo piatti di terra o anche di mare?

Come lei vede le nostre terrazze si affacciano non solo sul golfo di Pozzuoli ma anche su quello di Napoli. Per cui in ambito culinario siamo fortunati perché possiamo offrire pure piatti di pesce, ma esclusivamente pesce azzurro. Ossia pesce povero e del golfo di Pozzuoli: alici, parametro, cozze flegree abbinandoli ai nostri prodotti agricoli.

Il pesce lo proponete in qualunque stagione o solo in determinati periodi dell’anno?

Solo in periodi particolari e con il pescato consentito del Golfo di Pozzuoli!

Quindi se uno volesse venire da voi per gustare un piatto di pesce deve venire in estate…

Sì perché quello è il periodo delle cozze, delle alici puteolane e del parametro.

Tra i tanti prodotti tipici del territorio flegreo, negli ultimi tempi si sta riscoprendo la cicerchia, voi la trattate?

La cicerchia è un legume tipicamente bacolese. Noi siamo legati alla tradizione puteolana, trattiamo altri tipi di legumi, ad esempio il fagiolo piccolo dei campi flegrei.

Suo figlio Giuseppe è chef: la decisione di estendervi dalla produzione vinicola alla ristorazione è una conseguenza della scelta professionale di suo figlio, oppure Giuseppe ha preso spunto dall’evoluzione dell’azienda di famiglia?

Essendo giovane mio figlio ha tratto spunto e vantaggio dall’iniziativa imprenditoriale che abbiamo intrapreso a livello familiare. Da anni faccio parte di un’associazione nazionale della Coldiretti. Provenendo da una famiglia contadina, anche mio figlio ha nell’animo la passione per la terra ed è stato eletto nella Coldiretti come un agri-chef. Inoltre è vicepresidente regionale degli agriturismi campani.

Sul lago d’Averno avete rilevato uno storico vigneto che apparteneva a un glorioso marchio di vini flegrei che purtroppo non esiste più, cosa producete?

Prima di rispondere, faccio una premessa: i nostri vigneti sono tutti storici e rientrano in un disciplinare speciale della regione Campania. Siamo tre le prime dodici aziende storiche della Campania! Il vigneto del lago d’Averno cui lei si riferisce è un vigneto antico su cui sono piantate viti di 80/100 anni fa. Purtroppo una storica cantina che ha fatto da apripista nel settore dei vini flegrei ha chiuso e io ho voluto rilevare quei vigneti perché non morissero e continuassero a dare l’ottimo vino che tutti conoscono.

Voi producete solo Piedirosso e Falanghina o anche altri tipi di vini?

Esclusivamente Piedirosso e Falanghina DOP dei Campi Flegrei. Se lei prende una bottiglia del nostro vino “Cantine Iovino Antonio”, sull’etichetta leggerà, “prodotto all’origine”. Significa dalla vite alla bottiglia finita. Noi non compriamo uva, né commercializziamo vino e quant’altro. I prodotti che offriamo ai nostri clienti sono tipici del territorio e di nostra esclusiva produzione! I nostri vini hanno partecipato a importanti fiere, distinguendosi sempre per l’alta qualità: siamo stati al Vinitaly, al ProWine di Dusseseldorf, a Radici del sud a Bari. Lo scorso anno, tramite l’ambasciata italiana presso il Parlamento Europeo a Bruxelles, in occasione della festa della Repubblica Italiana, gli europarlamentari italiani, incluso il Presidente Tajani, hanno brindato con il nostro Piedirosso annata 2016! Oltre a questa bella soddisfazione che attesta la qualità dei nostri vini, un ulteriore attestato di qualità lo abbiamo avuto da Gambero Rosso e da Guido Veronelli. Senza contare i tanti articoli su riveste specializzate che testimoniano la bontà e la tipicità dei nostri vini.

Voi qui nell’agriturismo avete anche un punto vendita, qual è il prodotto che va per la maggiore?

Ovviamente il vino e poi tutti i prodotti ortofrutticoli stagionali. Lei quando viene a fare la spesa da noi non troverà mai delle primizie, come spesso accade altrove. Noi seminiamo, raccogliamo e vendiamo in base ai tempi di semina e di maturazione richiesti per natura dai singoli ortaggi. Ad Aprile abbiamo seminato il pomodoro puteolano e quello vesuviano con il pizzo. A marzo abbiamo seminato le zucchine che inizieranno a sbocciare verso giugno.

Quali sono i progetti per il futuro?

Migliorarci sempre come azienda vinicola in quanto anche il vino, come tutte le cose della vita, è in continua evoluzione. Rispetto ad altri marchi standardizzati nella loro produzione, annata per annata i nostri vini cambiano in quanto, essendo come azienda legati moltissimo al territorio e al clima, la nostra produzione vinicola è soggetta a questi fattori. Penso che il rispetto con cui ci rapportiamo alla natura, non forzandola nella maturazione, ma rispettandone i tempi di semina e germogliazione, garantisce la bontà dei nostri prodotti. Noi non sottomettiamo la natura alle nostre esigenze commerciali forzandola, bensì ci affidiamo completamente a lei. I nostri prodotti riflettono gli umori della terra. Devo dire che fino a oggi siamo stati ben ripagati!

Qual è il sogno di Antonio Iovino?

Che questo territorio, uno dei più belli al mondo, si sviluppasse turisticamente anziché limitarsi a essere transito obbligato per chi va alle isole, facendo conoscere finalmente nel mondo la bellezza dei campi flegrei!

 

Vincenzo Giarritiello

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