DAI TAROCCHI NASCE LA FABULA: INTERVISTA A ENZA GUADAGNI E TERESA TONDI

Con il supporto di Claudio Correale, presidente dell’associazione culturale flegrea LUX IN FABULA, le insegnati elementari Enza Guadagni e Teresa Tondi hanno realizzato un progetto di laboratorio con i loro alunni sfruttando le immagini di un mazzo di tarocchi francesi per bambini messo a disposizione da Claudio.

Per ogni carta, ogni bambino doveva inventarsi una storia che però non si distaccasse da quella inventata dal compagno affinché, alla fine, tutte le storie combaciassero tra di loro come pezzi di un puzzle, dando vita a un’unica storia. Per saperne di più su questo progetto abbiamo intervistato Enza e Teresa.

Teresa, che tipo di progetto avete portato avanti con i tarocchi per bambini che vi ha fornito Claudio Correale?

Il percorso che abbiamo iniziato appartiene a un progetto triennale stilato da Claudio sotto nostra richiesta che prevede tre step: uno per la terza elementare; uno per la quarta e l’ultimo per la quinta, quando i bambini termineranno la scuola primaria. Quest’anno abbiamo lavorato sui tarocchi francesi forniti da Claudio. Il filo conduttore del progetto è l’educazione all’immagine dal manuale al digitale al fine di rendere i ragazzi consapevoli attraverso l’utilizzo di immagini. Il percorso che abbiamo intrapreso con i tarocchi ha previsto prima una discussione tra Claudio e i bambini sulla simbologia dei colori, spiegando loro che ogni singolo colore ha un significato particolare. Così facendo si è dato ai bambini le informazioni necessarie affinché interpretassero a turno una carta dei Tarocchi, strutturandovi su una storia tenendo conto che ogni carta era un pezzo di una storia più ampia che si sarebbe completata alla fine del progetto, raggruppando tra loro le singole storie. Ciò ha fatto sì che i bambini facessero un grosso lavoro intellettuale e manuale, rivelandosi un’esperienza molto importante a livello pedagogico. Allo stesso tempo è risultata intrigante e giocosa. La difficoltà consisteva nel legare tra loro più storie nate in maniera estemporanea. In pratica ogni bambino creava una propria storia, tenendo conto di quella che aveva creato il compagno in modo che alla fine le rispettive storie combaciassero tra di loro come se fossero pezzi di un puzzle.

Enza, per quanto ti riguarda, hai da aggiungere qualcosa rispetto a Teresa?

Personalmente non ho riscontrato difficoltà particolare da parte dei bambini nello svolgimento degli esercizi. Entrambe siamo rimaste stupite nel vedere la capacità dei bambini di dare libero sfogo alla propria fantasia, trovando il linguaggio e la formula giusta nella costruzione delle singole storie. Ritengo che quest’apparente facilità che abbiamo riscontrato nei bambini nel costruire storie mediante le figure dei tarocchi sia conseguenza del lavoro che abbiamo svolto lo scorso anno sulla costruzione delle favole.

Enza, tu e Teresa come vi siete divise i compiti?

Il lavoro non lo abbiamo fatto contemporaneamente ma in momenti successivi, separatamente, affidandoci a Claudio che sapevamo essere un ottimo conduttore. Noi i bambini li abbiamo seguiti perché raggiungessero determinati obiettivi, senza mai interferire nella costruzione delle loro storie per non porre ostacoli alla loro fantasia.

Enza, l’esperienza si limiterà a quest’anno o avete intenzione di ripeterla, magari traendo poi spunto per una pubblicazione?

Penso che l’esperienza di quest’anno sia un punto di partenza in quanto sono venute fuori cose molto belle e interessanti. E penso che una pubblicazione sarebbe indispensabile perché ritengo che le storie nate dalla fantasia dei bambini, stimolati dalle immagini dei tarocchi, hanno tutte un senso compiuto a dimostrazione di quanto possano realizzare i bambini con la fantasia se messi nelle condizioni migliori di dare sfogo all’immaginazione. E poi credo che una pubblicazione possa essere un elemento di soddisfazione non solo per i bambini ma anche per i loro i genitori che in questo modo possono praticamente valutare le potenzialità della scuola in termini di crescita per i loro figli. Vedremo come fare perché tutto ciò possa realizzarsi…

Teresa, vuoi allacciarti a quanto ha detto Enza?

Il percorso che abbiamo intrapreso con Claudio a noi insegnanti è servito come spunto per approfondire alcuni spunti della didattica. Nel senso che ha avuto una ricaduta positiva non soltanto per quanto riguarda l’educazione all’immagine, dove a volte noi insegnanti di scuola primaria pecchiamo un po’, almeno per quanto riguarda me. Ma questo tipo di lavoro ci ha dato l’opportunità anche di lavorare in maniera approfondita sull’elaborazione del testo. Grazie alla collaborazione di Claudio che filmava ogni singolo bambino impegnato nella costruzione della propria storia, oggi possediamo un documento video digitalizzato attraverso cui si può praticamente stimare l’enormità del lavoro svolto grazie alle parole degli stessi bambini intervistati da Claudio mentre lavoravano. La bellezza di tutto ciò è che i bambini hanno operato in maniera multimediale servendosi del power point, per cui hanno avuto anche un approccio pratico con la tecnologia, mostrandosi molto portati.

Enza, pensi che il progetto lo riproporrete?

Noi nel progetto crediamo molto, ma per ripresentarlo occorre la condivisione anche degli altri. Se ci verrà concessa la possibilità di ripetere l’esperienza, sicuramente non ci tireremo indietro. Ci tengo a precisare che la cosa che ci ha fatto molto piacere è che, realizzando questo progetto con l’ausilio delle immagini, è venuto fuori un vero e proprio laboratorio d’italiano, una cosa in cui nessuna di noi avrebbe mai sperato. Tutto ciò è stato uno stimolo forte alla scrittura creativa!

Teresa, anche tu hai provato le stesse emozioni di Enza?

Assolutamente sì! La realizzazione del progetto ha superato le nostre più rosee aspettative. E questo grazie al sostegno di Claudio che con la sua competenza ci ha messo nella condizione di realizzare qualcosa di unico che spero davvero potremmo ripetere quanto prima.

 

Vincenzo Giarritiello

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