Intervista a Cassandra Fortin – una canadese a Pozzuoli

Ventitreenne canadese del Quebec, laureata in Scienze Storiche, Cassandra Fortin è in Europa da due anni per l’Erasmus con cui sta completando un master sui beni e i paesaggi culturali. Da sei mesi a Pozzuoli, collabora attivamente con l’associazione culturale Lux In Fabula.

A fine agosto completerà il ciclo di studi e agli inizi di settembre rientrerà in Canada. Ne abbiamo approfittato per farle qualche domanda e conoscere il suo punto di vista su Pozzuoli e i suoi abitanti.

Cassandra da quanti mesi sei in Italia?

Sono arrivata all’inizio di febbraio

Sei qui per l’Erasmus?

Sì!

In cosa stai per laurearti?

Sono laureata in Scienze Storiche. Ora sto facendo un master in beni e paesaggi culturali.

Perché hai scelto di vivere a Pozzuoli?

Perché l’Associazione Lux In Fabula, presso cui mi appoggio per i miei studi, lavora sugli stessi argomenti oggetto delle mie ricerche.

Come sei venuta a conoscenza di Lux In Fabula?

Me ne parlò una professoressa della Federico II che conosce Claudio Correale il presidente di Lux. Quando le chiesi a chi potessi rivolgermi per avere un valido sostegno alle mie attività di ricerca, mi indicò lui e la sua associazione.

Che cosa ti ha colpito dei campi flegrei?

Quando sono arrivata non sapevo che questa zona fosse vulcanica e sismica. Per me è stata una sorpresa, soprattutto vedere il modo naturale con cui gli abitanti interagiscono con questa realtà.

Puoi spiegarti meglio?

Per me che vengo da una terra dove non esistono fenomeni vulcanici così intensi come qui da voi, mi ha stupito la semplicità con cui le persone vivono quest’aspetto del territorio. Ho la sensazione che gli abitanti adorino la loro terra, anche quando li fa “ballare” costringendoli a doversene allontanare per motivi di sicurezza. Ho riscontrato che qui c’è una maniera diversa di appropriarsi del territorio rispetto a tante altre zone dell’Italia che ho conosciuto.

In che senso?…

Un esempio facile, le terme: sono una realtà molto antica, che risale all’epoca romana. Ma qui da voi è una realtà tuttora molto utilizzata, un aspetto quotidiano che caratterizza l’economia del territorio e la vita di molte persone. Pur non essendo obbligate a vivere in questa terra così problematica e pericolosa, la gente lo fa come se nulla fosse, tradendo un legame molto forte con essa. Sono cose come queste che mi hanno stupita!

Questo legame così forte con il territorio non lo riscontri in voi canadesi?

Sì, ma è diverso. Noi non abbiamo i vulcani o fenomeni come il bradisismo. Abbiamo la neve, il ghiaccio e tanta acqua. Fenomeni diversi che non ti inducono a vivere come se ti pendesse sul capo la spada di Damocle!…

Tu da quale zona del Canada vieni?

Quebec, la parte francese!

Ci puoi raccontare cosa hai esattamente fatto in questi mesi che sei stata in Italia, in particolare a Pozzuoli?

Ho lavorato a molti progetti: ho allestito un sito web per l’associazione che ho quasi finito; ho lavorato a un video sullo sgombero del Rione Terra del 1970 da cui ho tratto spunto per farne poi uno sul successivo sgombero a Pozzuoli del 1983 sempre conseguente al bradisismo.

Ora che tornerai nel tuo paese, cosa pensi ti resterà di questa esperienza in Italia, a Pozzuoli in particolare?

Studiando da antropologa, questo lavoro che sto facendo con gli abitanti che hanno vissuto e vivono la realtà bradisismica dei campi flegrei e gli sgomberi che ci sono stati, è per me un modo concreto di conoscerne in maniera più approfondita la storia e la mentalità.

Oltre alla loro capacità di adattamento alla natura instabile del territorio, cos’altro ti ha colpito dei puteolani?

La maniera di vivere sapendo cogliere l’attimo, attuando il motto latino del carpe diem. Da che sono in Italia ho avuto modo di constatare come negli italiani, e soprattutto nei napoletani e puteolani, sia insita questa filosofia di vita. Del resto non mi stupisce: vivendo in un territorio dove sai benissimo che da un momento all’altro potrebbe verificarsi un evento sismico che potrebbe completamente cambiarti la vita, è naturale che le persone vivano la propria esistenza attimo per attimo. Questo mi piace perché, così facendo, assapori ogni momento della vita. Dai valore a ogni secondo, non perdendoti nell’effimero!

Quando rientrerai in Canada?

Agli inizi di settembre.

Il pensiero di dover andare via ti rende felice o pensi che ci soffrirai un po’?

Entrambe le cose! Sono due anni che sono in Europa e mio mancano molto la mia casa, la mia famiglia, i miei amici. È vero che parlo spesso in chat con i miei familiari, in particolare con mamma, ma non è la stessa cosa!

I tuoi genitori cosa dicono di questo tuo lungo soggiorno europeo?

Quella che lo sta soffrendo molto è mamma: sia papà che mio fratello, per motivi di lavoro e di studio, stanno via da casa tutta la settimana e mamma resta molto tempo da sola. Questo mi dispiace, per cui ecco perché non vedo l’ora di rientrare in Canada!

Pensi che un giorno ritornerai a Pozzuoli?

Sicuramente, adoro questa terra e la sua gente!

 

Vincenzo Giarritiello

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