Vania Fereshetian, ‘A PUTECA ‘E LL’ARTE

Da venticinque anni impegnata nel campo dell’associazionismo, Vania Fereshetian è la fondatrice e responsabile dell’associazione culturale ‘A PUTECA ‘E LL’ARTE con sede a Pozzuoli in Località San Martino.

Vania da quanto tempo esiste “’a puteca ‘e ll’arte”?

Da tre anni anche se sono ben venticinque che mi interesso di associazionismo: con mia sorella fondammo l’associazione Il Filo della Fortuna. Poi lei si ammalò e per diverso tempo sono rimasta ferma, ma alla fine l’amore per l’arte ha prevalso e ho ripreso le mie attività. Nello specifico ‘a pu­teca fa parte di un progetto molto più vasto qual è l’Associazione San Martino che si occupa di tante altre cose. Ci siamo divisi un poco i compiti, io mi interesso di arte, spettacolo e cultura.

Qual è realmente la tua professione?

Sono insegnante elementare, al momento insegno psicomotricità. In campo artistico sono sceneggiatrice e regista.

Come regista cosa hai fatto?

Diverse cose di teatro. Non a caso ho sempre avuto un’associazione con una compagnia teatrale. Oggi abbiamo la possibilità di avere questa bella struttura e il nostro intento è di essere presenti attivamente sul territorio flegreo.

Perché questo “intento” ambizioso, se posso permettermi?

Io credo che la nuova generazione debba crescere nel rispetto della cultura. Attraverso la nostra associazione ci proponiamo di curare specifici aspetti culturali come la tradizione napoletana.

In tre anni di attività cosa avete fatto?

Tanto! Ci siamo molto mossi sul territorio: siamo stati negli ospedali, abbiamo fatto spettacoli per raccolte di beneficenza, siamo stati nei canili. In generale cerchiamo di essere molto attenti e propositivi rispetto alle problematiche che ci circondano. Abbiamo realizzato anche eventi riguardanti appunto la cultura napoletana.

Per essere più precisi, voi vi occupate solo di teatro o spaziate nei vari campi artistici?

Per noi tutto è arte, non solo la scrittura, che io amo, o la pittura ma può esserlo anche il ritaglio del giornale fatto in un certo modo. Secondo me arte è tutto ciò che viene dal cuore e dalla manipolazione mettendosi in gioco con se stessi e con gli altri.

Voi fate anche laboratori?

Sì! Cerchiamo di incentivare i laboratori teatrali e musicali; facciamo propedeutica musicale per i più piccoli per avvicinarli all’arte intesa come crescita dell’anima e quindi crescita interiore. Considera che abbiamo a che fare con bambini “speciali” ai quali questo tipo di attività serve per renderli fantastici più di quanto già non sono.

Sul territorio esattamente che cosa avete fatto?

Per lo più eventi musicali anche se devo ammettere con rammarico che abbiamo qualche difficoltà a “muoverci” nell’area flegrea…

In che senso?

Ho la sensazione che in generale le persone siano restie ad avvicinarsi e ad avvicinare i propri figli a questo tipo di attività, forse perché ne minimizzano il valore rispetto all’andare in palestre o al frequentare una scuola calcio. Ecco noi vorremmo che la gente capisse l’importanza di questo tipo di attività finalizzate allo sviluppo interiore dell’essere.

Avete anche collaborato con le scuole?

Sì, ma purtroppo anche in quel caso non abbiamo avuto dei riscontri entusiasmanti ma non saprei dirti il perché!

Avete una programmazione?

La programmazione la facciamo di volta in volta dato che a me non piace stringermi e operare su una specifica cosa perché programmata a monte su carta. Mi piace invece tener conto delle esigenze del momento e muovermi rispetto a quelle per cercare di soddisfare i bisogni attuali delle persone. Oddio, una programmazione in linea generale l’abbiamo nel senso che già so cosa faremo – laboratori, eventi -, ma spaziando senza restrizioni. I nostri laboratori sono “aperti”, ossia i partecipanti non sono assoggettati a una singola idea su cui lavorare bensì sono liberi di dare spazio alla propria creatività senza vincoli tematici e di altro genere.

La vostra sala può ospitare fino a cento posti a sedere, come spettacoli teatrali cosa avete realizzato?

Per lo più spettacoli legati alla tradizione napoletana: l’ultimo riguardava la “posteggia” a cui hanno aderito tanti artisti napoletani famosi che ebbero la sensibilità di capire quanto fosse importante dare un contributo all’associazione e soprattutto alla causa per cui ci battevamo.

La risposta del pubblico come fu?

Certamente non negativa, anche se non mi sarebbe dispiaciuta qualche presenza in più.

Per l’anno in corso che progetti avete?

Cercare di far sì che i ragazzi si avvicinino alle nostre attività, essendo loro la fonte del domani. Dico questo perché avendo già lavorato in passato con i giovani, soprattutto con gli adolescenti, ho avuto modo di appurare che la vicinanza all’arte li rende migliori; acquisiscono una buona capacità di reazione con il mondo esterno dove purtroppo l’etica e la morale assurgono sempre più a utopie! Rischiando di sembrare immodesta, lasciami dire che molti di quelli che in passato hanno lavorato con noi ancora oggi mi chiamano per ringraziarmi. Alcuni attualmente sono all’accademia a Roma o sono diventati importanti a livello musicale, ma non chiedermi di fare nomi perché per rispetto non li farò mai. Attraverso questa attività ho avuto più di una testimonianza di come l’arte possa risolversi in maniera positiva per il futuro dei giovani. Ovviamente con l’ausilio delle famiglie, senza quello sarebbe difficile se non addirittura impossibile!

 

Vincenzo Giarritiello

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