“I Cocci del mio nuovo alfabeto” – l’ultima opera letteraria di Filomena Lombardo

L’alfabeto dei Cocci – prefazione a cura di Enrico Inferrera

Nei “Cocci” di Filomena Lombardo c’è un nuovo alfabeto da conoscere, da gustare con esclusivo piacere, facendosi sorprendere e guidare in quell’itinerario di conoscenza, di connessioni, che l’autrice ha costruito con il rigore della cultura e la passione dell’archeologa.

Specchi riflessi di immagini, pensieri che spaziano liberi, miti che svelano nuovi e antichi significati offrendo rinnovati elementi di riflessione, svelando segreti che ne producono ulteriori.

È il senso profondo dell’analisi delle parole che intriga, un senso evocativo e non solo etimologico, che ordina le lettere in una progressione concettuale, filosofica ed emozionale non solo alfabetica.

Parole di uso comune come amore, bellezza, ideale, memoria, umiltà che spesso sembrano avere perso per strada il loro significato, o abbiano limitato la loro energia per un uso dissennato, si riappropriano della loro forza, della loro capacità di comunicare pensieri e stati d’animo.

Le nostre parole sono il nostro essere e il nostro esserci: il nostro presente e il nostro passato. Quando le utilizziamo con precisa armonia, sia parlando che scrivendo, diamo la giusta vitalità ai nostri pensieri, inseguiamo la bellezza; le mortifichiamo quando le usiamo impropriamente, ne impasticciamo il significato, quando nascondono menzogne, rivelano pensieri confusi, quando le indossiamo come un vestito elegante ma sudicio, che non si addice al luogo, alla circostanza, al tempo.

“Scrittura ora e mai come vendita delle parole” ammonisce Filomena, evidenziando la diffusa falsità dei mercanti della grammatica, che tradiscono il loro stesso fine facendosi accarezzare, genuflessi, dal potere o adusi a plastiche riverenze agli umori demoniaci del denaro.

I “Cocci” sono conchiglie cercate e trovate sulla spiaggia della cultura e della coscienza dell’autrice, passeggiando in compagnia di un’alba luminosa, che spaziano tra storia, mito, letteratura e arte pittorica, collegando ogni sapere umano e acquisendo un ritmo originale, restringendo gli spazi temporali e concettuali tra Ovidio a Frida Kahlò, tra Lucrezio ed Elsa Morante, tra Omero e Verga, tra l’Ariosto e Goethe uniti da un unico filo che ci sussurra di rileggere qualche pagina dimenticata o mai conosciuta, godendo della loro bellezza.

Lo studio della parola si completa con “Metagrafando” e con “Etimologia ed enantiosemia” donandoci nuovi spunti di riflessione sull’uso della nostra lingua.

In questa edizione rielaborata e provvista di nuove riflessioni, l’opera della Lombardo è completa, va letta e riletta più volte.

Spesso si vola sulle ali di una poesia raffinata quando la donna scrittrice prevale sulla ricercatrice, e, munita di “un paio di scarpe comode”, calpesta le ingiustizie e va “in ogni dove” “con un forte ideale in cui credere fermamente”.

È ispirata l’autrice, cerca nel suo mondo e arricchisce di nuove parole il testo, trova “Felicità”, “Storia” e la struggente “Insieme”; l’omaggio a Napoli è “un atto d’amore”.

Di grande interesse per la ricerca narrativa e per i concetti espressi è la favola moderna rappresentata in “Dialoghi a corte” dove l’ambientazione aulica diventa un teatro immaginario per approfondire temi antichi e moderni.

Le liriche de “Il mio Sud” volteggiano in armonia tra la storia e l’attualità, tra l’introspezione e l’osservazione della realtà, ci accarezzano l’anima con “lo spirito del tempo dilatato”.

L’intensa suggestione di “Parole improvvisate” chiude il volume donandoci le emozioni di “una donna che cela il movimento anche se il corpo non si muove”.

Leggiamo, riflettiamo, immaginiamo. Facciamolo con cura, qui, forse, c’è il mondo che vorremmo.

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