Patatine Fritte, un cibo dipendenza

Cibi che diventano dipendenza: Patatine fritte

A cura della dottoressa Silvana Di Martino

Come tutti i cibi grassi, anche le patatine fritte creano dipendenza, perché si attivano nel cervello gli endocannabinoidi, neurotrasmettitori retrogradi a base di lipidi endogeni, che si trovano nella Cannabis e in altre erbe, tra le numerose funzioni, quella antistress simile a quella delle endorfine.

Il mangiare le chips in busta è una delle dipendenze alimentari maggiormente diffuse specialmente tra i giovani, nonostante rientrino nel junk food, cioè nel cibo spazzatura, non sono tutte uguali.

Le patatine in busta, vengono fritte in olii grassi saturi, che sebbene più stabili in cottura, possono influire negativamente sulla salute, aumentando il rischio cardiometabolico, per non parlare poi del sale, presente in grandi quantità, che favorisce, l’ipertensione.

Per il resto, le patatine fritte, contengono carboidrati assimilabili, principalmente amidi e proteine di medio valore biologico

La differenza quindi è notevole anche per quanto riguarda le calorie.

Chips in busta per 100 grammi di prodotto sono circa 500 kcal con un apporto di grassi di 27 grammi di cui 11 grammi sono acidi grassi saturi

Patatine fritte fatte in casa per 100 grammi di prodotto sono circa 220 kcal con un apporto di grassi di 8 grammi di grassi monoinsaturi se si friggono con olio di oliva o di arachidi.

La nutrizione giusta non demonizza nulla, ma no agli abusi prestando più attenzione ai metodi di cottura!!!!

Nutrizione è prevenzione

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