Assemblea Condominiale tutta rosa

 

CONDOMINIO

Dott. Walter Guazzo  Amministratore condominiale  Formatore Scientifico A.L.A.C. walterguazzo@libero.it

 

Mai prima d’ora, in tante assemblee condominiali convocate, costituite, svolte e spesso verbalizzate, mi sono ritrovato in una situazione tanto lontana dalla prassi e dalla realtà quotidiana della vita condominiale.

In un condominio residenziale della provincia di Napoli, nel Comune di Giugliano in Campania, ho vissuto un’esperienza estremamente singolare. 

In occasione di un’assemblea ordinaria, dopo qualche minuto dall’orario rituale della seconda convocazione ho visto giungere una reggimento di donne che cominciavano a costituirsi.

Benché amministrassi da qualche anno questo condominio, mi sono ritrovato a chiedere quale fosse la ragione di un simile atteggiamento. Con convinzione, una buona rappresentanza dell’intera compagine assembleare (maggiore di 700 millesimi), mi rendeva noto che tutte le donne avevano deciso di estromettere i propri mariti per uscire da un empasse gestionale. La moltitudine delle presenti, che assumevano anche la rappresentanza assembleare di altre donne, esprimevano, tutte, la volontà di dirimere le questioni condominiali più importanti e vitali per il prosieguo della gestione ordinaria e straordinaria.

Sopito l’iniziale sconcerto, incominciai a prendere di buon grado la proposta e l’indirizzo, tutto al femminile, di quest’assemblea.

Si trattava di un’assemblea ordinaria con la presentazione del rendiconto di gestione.

Per prima cosa ho ragguagliato tutte le donne presenti sull’iter della procedura, facendo notare la documentazione attestante la convocazione, gli estremi per il controllo della stessa, il quorum di costituzione e poi quello per la deliberazione e le normali regole di intervento e di voto dei partecipanti (alias delle partecipanti). Durante la mia spiegazione, non si sentiva neanche il ronzare di una mosca. Mi rendevo conto che mi trovavo di fronte ad un gruppo di donne che intendevano imparare anche per il futuro.

Con vivo compiacimento, ho illustrato i tratti salienti della gestione ordinaria chiusa, le difficoltà riscontrate e la situazione dei debiti condominiali. Senza batter ciglio, l’assemblea osservava e analizzava la documentazione giustificativa delle spese, richiedendo le informazioni su alcuni interventi e i criteri di redazione della documentazione contabile allegata agli avvisi di convocazione; si è disquisito della necessità di adeguare il preventivo ordinario e alla fine, l’unanimità delle presenti verbalizzava l’approvazione del rendiconto e autorizzava l’amministratore ad emettere quote di conguaglio, secondo modalità e rateizzazione confacente alle condizioni economiche dell’intera compagine assembleare, al fine di azzerare i debiti verso le ditte fornitrici e verso il sottoscritto anticipatario di compenso.

Alcune partecipanti, avevano letto e analizzato il rendiconto allegato agli avvisi di convocazione; pertanto mi accorgevo che l’assemblea non era sprovveduta nell’approvare il rendiconto.

Ancora più sorpreso rimasi, quando le porta-voci, cioè le condomine più attive, mi rendevano noto che avevano spontaneamente messo in moto un processo di accumulazione di fondi condominiali per le opere di riatto dell’androne e per altre manutenzioni condominiali. Appuravo con viva soddisfazione che tale decisione riduceva il lavoro dell’amministratore e mi rendevo conto che la partecipazione a quell’assemblea non sarebbe stata un evento isolato, ma l’inizio di un nuovo criterio di gestione, un new deal, all’insegna del rosa.

Unica nota di contrasto si ebbe, quando giunse un maschietto, che disquisendo animatamente circa alcuni interventi di manutenzione creò, per qualche minuto, un po’ di scompiglio tra le file delle partecipanti; ma si sa, la forza persuasiva delle donne va oltre ogni immaginazione; nel giro di qualche minuto tutto fu riposto all’ordine. La partecipazione del maschietto fu ben accetta, nel pieno rispetto del principio democratico e senza alcuna forma di discriminazione.

Sotto l’aspetto sociale, immerso tra le donne, in occasione della riconferma dell’amministratore, provavo quasi imbarazzo: la mia rinomina è giunta per il buon giudizio espresso circa l’attività professionale svolta nel corso del periodo precedente o era frutto di una decisione che non voleva peccare di discriminazione di sesso e turbare l’io dell’amministratore? Fino all’ultimo istante dell’assemblea, finita a notte fonda, ho sperato che la mia rinomina ad amministratore fosse stata ispirata dal giudizio professionale.

Era forse meglio nominare un amministratore donna? Si sa che nella nostra categoria esistono professioniste capaci, esperte e preparate; quindi era forse meglio completare quel quadretto rosa con una rappresentanza dello stesso colore? Per questa volta mi è andata bene, in futuro vedremo!

Tante donne stanche di vedere assemblee maschili incongruenti e spesso deserte, si sono alleate per una partecipazione attiva e reattiva. D’altronde sono loro che vivono di più gli ambienti condominiali e lasciando a casa i mariti a poltrire con le loro cene e i loro programmi televisivi, hanno offerto un esempio di civiltà condominiale degno di nota.

Chiuso il verbale, redatto da una condomina esperta e sottoscritto da un energico presidente, le donne presenti, quasi a voler suggellare la loro forte presenza, hanno preteso tutte di sottoscrivere lo stesso a dolce memoria di un’esperienza rosa.

Al sottoscritto non è rimasto altro che porgere le più vive congratulazioni a tutte le presenti. La prossima assemblea ordinaria sarà convocata, in seconda convocazione, per l’8 marzo 2019; in tal modo parteciperò, a pieno titolo, ad un’altra festa!

 

      

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